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9 Dic

Il classico del cinema horror

enrica alessi storie di ordinaria follia
   
E ra un concentrato di terrore puro, un film che avrebbe lasciato un segno indelebile nella cinematografia horror: L’Esorcista. E quando uscì, nel 1973, la gente, curiosa di assistere a un tale capolavoro, si precipitò nelle sale e altrettanto velocemente fuggì — a metà proiezione — atterrita dalle immagini. Ma la paura è un’emozione innata nell’uomo e riguarda tutte le fasi della sua vita, soprattutto l’infanzia. Quando l’Esorcista mise piede nel piccolo schermo, avevo nove anni e vivevo con i nonni. Avevo visto la pubblicità, era palese che non fosse un film adatto a me, ma Regan, la bambina posseduta con la camicetta da notte azzurra, la voce di Sandro Ciotti, i capelli arruffati e il colorito verdastro mi attraeva più...
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23 Nov

Quando una donna compie quarant’anni

storie di ordinaria follia enrica alessi
 
Q uando una donna compie quarant’anni è tipo la fine del mondo. L’orologio biologico fa tic tac e una volta superati gli anta, per tutto il genere femminile si innesca il meccanismo ‘se non lo faccio adesso, quando mi ricapita?’ Sembra che un domani non esista. E allora via: organizziamo qualcosa di indimenticabile, che ci faccia sentire giovani, che ci faccia dimenticare che siamo mamme, qualcosa che fanno le ragazzine. A inaugurare la saga delle quarantenni sono stata io, due anni fa, con un weekend a Saint Tropez, l’anno prossimo sarà il turno della Claudia, poi quello della Tilla, ma stavolta è toccato alla Secca e forse abbiamo esagerato. Un concerto dei Måneskin è roba da giovani, esperienze che si concedono le ragazzine...
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9 Nov

From Japan With Love

storie di ordinaria follia
D opo ventisette ore di sonno in sei giorni, un volo di rientro che ne dura dodici è quello che ci vuole per una bella dormita. Io e Anto, che all’andata eravamo vicini, al ritorno abbiamo i posti assegnati accanto al finestrino, lui è davanti, io dietro. Il capitano si annuncia, si presenta e comunica che a causa del maltempo su Milano, dei venti a sfavore e di una forte perturbazione prevista sulla Siberia, il volo durerà quattordici ore: sono disposta a tutto pur di riuscire a schiacciare un pisolino come si deve. È così sia. Sono le tre del pomeriggio e la hostess si presenta sorridente con un calice di champagne. Mi alzo in piedi, mi tolgo gli occhiali da sole...
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12 Ott

Quelli tra palco e realtà…e non è la canzone di Luciano Ligabue

enrica alessi storie di ordinaria follia grazia
     
H o sempre pensato di essere troppo piccola per andare ai concerti. Piccola di statura, piccola di costituzione, la gente spinge, mi travolge e rimango sempre incastrata tra la schiena di chi ho davanti e la pancia di chi mi sta dietro. Una volta, durante uno dei Pavarotti International, ho addirittura chiesto alle persone vicino a me, sul parterre, di mettersi a sedere: ho rischiato il linciaggio. Ma quando le tue figlie ti implorano di accompagnarle al concerto di Justin Bieber, mica puoi rispondere: Sorry. Ora, devo fare una premessa. Giaco, Gughi e Morra, mio marito e i suoi migliori amici, decidono che per mantenersi giovani, devono trovarsi un passatempo: uno diverso dagli altri, non uno qualunque. Fino a quel...
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28 Set

Midnight in Paris…e non è il film con Marion Cotillard

enrica alessi storie di ordinaria follia
P arigi. Tutte le volte che sono stata qui, era per una ragione: Chanel. Le sfilate di Chanel. Ma il mio vero obiettivo era un altro: convincere qualcuno del personale a condurmi nell’appartamento di Coco. Purtroppo, anche con il francese ho qualche problema, e non nego che la prospettiva più realista sia sempre stata quella di introdurmi in modo furtivo nella sua abitazione: mi è solo mancato il coraggio. La maggior parte delle sfilate di Chanel si tiene al Grand Palais, un enorme padiglione espositivo dal nome altisonante come la sua struttura: facciata in pietra, tetto in vetro e acciaio, e imponenti colonne ioniche. Ricordo bene la prima volta che lo vidi, nonostante un vero e proprio diluvio universale, rimasi...
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21 Set

La grande bellezza…e non è il film di Paolo Sorrentino

enrica alessi scrittrice
N el lavoro, abbiamo tutti un braccio destro: il mio si chiama Valeria, in arte Ringhio. È di dieci anni più giovane, e nonostante il soprannome, dietro cui si cela una lunga storia, è timida e riservata. Studia storia dell’arte ed è una delle persone più colte che conosca. Cosa abbia da spartire con me resta un mistero, ma di fatto siamo quasi sorelle, compagne di merende a seconda delle esigenze. È una fredda mattina di ottobre, Valeria mi chiama entusiasta per dirmi che l’ufficio stampa di una importante casa editrice ha richiesto i nostri servigi. “Chi sono? Cosa vogliono? Due fiorini.” “Allora amo, devi sapere...
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2 Set

I found my love in Portofino

enrica alessi storie di ordinaria follia
D ieci anni di matrimonio sembrano un traguardo, un traguardo che deve essere premiato con una piccola vacanza a Portofino. Il weekend della vita — e quello dei suoi risparmi — ma dieci anni di matrimonio sono pur sempre dieci anni di matrimonio: festeggiamo. Sono entusiasta, voglio fare le cose in grande, non mi accontento di un hotel qualsiasi, voglio un albergo splendido e a Portofino, il più bello si chiama proprio così. Cerco il numero di telefono, chiamo e attacca la canzone di Fred Buscaglione: “Lo strano gioco del destino, a Portofino m'ha preso il cuor.” La canzone continua, ma diventa un leggero sottofondo che accompagna la voce della signorina che risponde in automatico: “Albergo Splendido, i nostri operatori sono momentaneamente occupati,...
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