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8 Mar

Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche… e non è il film con Billy Crystal

storie di ordinaria follia enrica alessi
     
A nche io come Coco Chanel vengo dalla campagna, è giusto che si sappia. Vivo in una casa in mezzo al verde e siccome mi piace ragionare e raccontare per associazioni di idee: Rossella O’Hara aveva Tara, io ho Chiozza. I genitori di Giaco ce l’hanno regalata quando ci siamo sposati, prende il nome dalla frazione reggiana in cui si trova ed è un piccolo paradiso. Ma vivere in campagna — per quanto ne canti Toto Cutugno — non è sempre facile. D’inverno, la valle che mi circonda prende le sembianze di una palude, il tasso di umidità se la gioca con quello di Dubai e non passa giorno che non desideri il giungere della primavera. E quando finalmente arriva, arrivano anche...
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22 Feb

Momenti di gloria…e non è il film con Ben Cross

storie di ordinaria follia
         
S e un anno fa, mi avessero detto che avrei cambiato drasticamente la mia vita, non ci avrei creduto. Vi ricordate quando Enrica vi ha raccontato dell’intervista al chirurgo estetico? Quella che mi disse che ero bellissima, che avevo un viso da copertina, ma che dovevo dimagrire? Bene. Le avevo promesso che ci avrei pensato, ma sono sempre stata in ritardo con tutte le tabelle di marcia della mia vita — la sfortuna cosmica, di solito, non accorcia i tempi — e prendermi cura del mio corpo è sempre stato l’ultimo dei miei pensieri. La verità è che nonostante non sia mai stata magra, mi sono sempre sentita a mio agio con me stessa, anche con trenta chili in più....
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9 Feb

P.S.: I love you…e non è il film con Hilary Swank

enrica alessi storie di ordinaria follia
 
A lla parola SPA, già ti rilassi. Anche la combinazione delle sue lettere produce un suono armonico. E quando pensi a un regalo di San Valentino, un weekend in una SPA è l’equivalente di una fuitina d’amore. Regalati una SPA. Regalati un Soggiorno Per Amare. Dove andiamo? Giaco mi ha lasciato carta bianca, ma non ha dimenticato di stabilire un budget. Non esageriamo. Okay. Mi serve una mano. Anzi, Claudia: lei è un’esperta di SPA. La chiamo. “Tesoro: dammi una chicca. Devo prenotare un weekend in una SPA: è il nostro regalo di San Valentino.” “La so.” mi interrompe. È come se stesse premendo il pulsante per rispondere a un quiz televisivo. Prende fiato e attacca: “Toscana, Val d’Orcia: tra colline, boschetti e chiese piccine, sorge un palazzo del...
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1 Feb

L’attimo fuggente…e non il film con Robin Williams

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N e avevo sentito parlare, una delle mie amiche era innamorata pazza di lui, lo nominava continuamente, scriveva il suo nome su ogni pagina del diario. Lo avevo immaginato come un fustacchione dal sorriso super sexy, uno di quelli che ti ruba il cuore per buttarlo nel cestino dell’umido, ma io, di fatto, non sapevo nemmeno che faccia avesse. Fino a che, un giorno, lo trovai alle superiori, nella mia classe. Ricordo che quando lo vidi, mi misi a ridere. Tutto questo baccano per un ragazzino alto poco più di me, con i capelli ricci, gli occhi scuri e il sorriso...
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26 Gen

I nomi in codice

storie di ordinaria follia
I  soprannomi esistono per identificare le persone, spesso derivano da caratteristiche fisiche o caratteriali che sottolineano ciò che siamo. Ce li affibbiano i genitori, i parenti, gli amici e sono come dei vestiti cuciti su misura, calzano a pennello come le scarpe fatte dal miglior artigiano. E’ difficile separarsene, perché alla fine ti ci affezioni. Io chiamo tutti con un soprannome, anche il mio cane. Frida ne ha almeno quattro: Friduccia, Nina, Gnigni, Ninigni. E pure il mio fidanzato ha stuzzicato la mia fantasia: Amoru', Babbu’, Babbuzzo. Sotto casa mia, abita un signore di mezza età. Sembra un personaggio uscito da un romanzo. Quando lo incontro per strada mi colpisce per lo stile: il cappello alla marinara, il...
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11 Gen

Un boss sotto stress…e non è il film con Robert De Niro

storie di ordinaria follia
 
L a prima volta che ho incontrato Enrica,  sapevo che non sarebbe stata l’ultima. Non potevo immaginare come le nostre vite si sarebbero intrecciate, ma è successo. Lei è il mio capo/sorella/amica. Nome in codice ‘Alessia’. Sì, perché tutti si sbagliano, confondono il cognome con il nome  e la chiamano sempre così. Ce ne siamo fatti una ragione ormai. Durante le vacanze di Natale, Alessia mi ha chiesto di scrivere questo articolo e ho accettato senza riserve, a suo rischio e pericolo. E anche se c’è una possibilità che possa pentirsi di avermi dato carta bianca — non mi chiamerei Ringhio — ormai è troppo tardi. Il nostro non è un rapporto di lavoro come tutti gli altri. Non...
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9 Dic

Il classico del cinema horror

enrica alessi storie di ordinaria follia
   
E ra un concentrato di terrore puro, un film che avrebbe lasciato un segno indelebile nella cinematografia horror: L’Esorcista. E quando uscì, nel 1973, la gente, curiosa di assistere a un tale capolavoro, si precipitò nelle sale e altrettanto velocemente fuggì — a metà proiezione — atterrita dalle immagini. Ma la paura è un’emozione innata nell’uomo e riguarda tutte le fasi della sua vita, soprattutto l’infanzia. Quando l’Esorcista mise piede nel piccolo schermo, avevo nove anni e vivevo con i nonni. Avevo visto la pubblicità, era palese che non fosse un film adatto a me, ma Regan, la bambina posseduta con la camicetta da notte azzurra, la voce di Sandro Ciotti, i capelli arruffati e il colorito verdastro mi attraeva più...
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