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19 Ott

The Truman Show…e non è il film con Jim Carrey

enrica alessi storie di ordinaria follia
 
A lla parola Yamamay, mi accasciai tra il primo e il secondo gradino della mia scala. Mi ci vollero dai tre ai quattro secondi per realizzare che stavamo davvero parlando della famosa azienda di intimo, e il fatto che chiedessero a me di fare una foto, mi lusingava moltissimo, avrei accettato a qualsiasi condizione. Mi ricomposi e cercai di frenare l’entusiasmo — senza riuscirci. “Ma è una f****a pazzesca!” “Qui c’è scritto: Yamamay, che da sempre ascolta le donne e comunica con i loro corpi, celebrandone ogni sfaccettatura, lancia la nuova campagna. Un progetto innovativo anche nella concezione dell’immagine, che, per la prima volta senza fotoritocchi, rafforza la coerenza del messaggio: sentirsi bene con il proprio corpo e con il mondo...
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15 Ott

Il segreto del dottore

not for fashion victim
  
“C aro Jerôme, come stai? La tua gamba? È parecchio che non ci sentiamo, è stato un periodo frenetico, ma ho buone notizie. Ho definito la location della festa: un posto tranquillo e accogliente ai bordi di periferia.” Non mi sembra il caso di specificare che stiamo parlando di casa mia, fa un po’ sequestro di persona, non vorrei che si tirasse indietro: mancano solo due settimane. “Cucinerà per noi il famoso chef Massimo Rubbieri, che preparerà piatti della tradizione e proposte vegetariane, nel caso lo fossi.” Non conosco francesi vegani. “Il menù prevede un tris di antipasti — due caldi e uno freddo — un primo tipico italiano e un secondo di verdure servito con due contorni. Anche il dessert è una sorpresa, ma...
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12 Ott

Dio li fa poi li accoppia…e non è il film con Johnny Dorelli

storie di ordinaria follia enrica alessi
   
C’ era una volta uno stilista per cui andavo letteralmente pazza. Era giovane, bello. Era una promessa della moda italiana. La fashion week di Milano era solo un pretesto per vederlo, per fare due chiacchiere con lui e portare a casa la cartella stampa su cui avrei lavorato giorno e notte per scrivere un pezzo meraviglioso, dedicato alla sua collezione. Nell’ottobre del 2014, io e Giaco eravamo a Parigi. Non succedeva spesso, ma era la seconda volta che si assentava dal lavoro per accompagnarmi alla sfilata di Chanel, regalandomi, allo stesso tempo, un weekend in una delle città più romantiche del mondo. Alloggiavamo in un albergo del centro vicino a Rue Cambon, la via simbolo di Coco, e Matteo aveva disegnato...
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8 Ott

Massimo il misericordioso

not for fashion victim
 
M i guardo attorno: c’è solo il frigorifero e non posso nascondermi dentro un frigorifero. Ma ammetto che l’idea di fingermi cadavere, avvolto in una coperta, mi alletta: tutta colpa di Fox Crime. E adesso? Non mi resta che sforzarmi di affinare l’udito per cercare di capire cosa stia succedendo nell’altra stanza — e tenermi pronta a qualsiasi evenienza. “Mamma...
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5 Ott

L’amore infedele…e non è il film con Richard Gere

  
C osa si sa dell’amore a diciassette anni? Quello che ci basta sapere. Niente di più. E quando quell’amore è frutto di una relazione a distanza, il sentimento si fa ancora più vissuto e sofferto. Il mio si chiamava Ettore e viveva a Cesenatico. Alto, moro, occhi scuri. I suoi amici lo chiamavano Pippen perché assomigliava al giocatore di NBA. I genitori e la sorella si erano trasferiti a Bruxelles per seguire gli impegni di lavoro del padre, lui aveva deciso di rimanere in Italia con i nonni. Ci vedevamo a weekend alterni, spostandoci con il treno, ma tra lui e me, non c’erano solo 160 chilometri di distanza, c’erano pure 40 centimetri di differenza di altezza: era un distacco notevole e non...
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1 Ott

La sorpresa della festa

enrica alessi not for fashion victim
 
M i dirigo verso la macchina e mi sento osservata: mia madre ci sta guardando dalla finestra. Luca non si è accorto di lei, ma si accorge di me, mentre le faccio segno di scansarsi dal vetro. Sorrido nervosamente fingendo di sistemarmi la giacca, ma il suo sguardo divertito lascia intendere che abbia capito la dinamica della scena a cui ha appena assistito. Se non altro, la sua discrezione mi solleva dall’imbarazzo. Lo guardo: a volte stento a credere che abbia scelto proprio me. Ma mentre mi convinco di essere speciale e di meritarlo,  mi sovviene di aver dimenticato la Punto parcheggiata in cortile — presumibilmente a causa del colore discutibile — e i suoi sedili posteriori, su cui giace...
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