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14 Set

Fast and Furious…e non è il film con Vin Diesel

enrica alessi storie di ordinaria follia
 
S ono anni che simulo interviste, in cuor mio ho sempre saputo che qualcuno, prima o poi, mi avrebbe fatto domande. E seppure, ogni tanto, abbia pure considerato l’ipotesi di un interrogatorio in commissariato — un giorno di ordinaria follia può capitare a tutti — la verità è che oggi sono i giornalisti a interessarsi a me. E sono certa che la prima cosa che si chiedono è: ma questa da dove arriva? Simulazione. “Chi sei? Cosa fai? Da dove vieni?” “Ciao a tutti sono Enrica Alessi, ho quarantadue anni e sono una scrittrice. Vengo da Chiozza, un paesino di campagna simile a Tara di Via col vento — Rossella O’Hara aveva Tara, io ho Chiozza. Il verde delle campagne, il profumo di erba...
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7 Set

Qualcosa è cambiato…e non è il film con Jack Nicholson

enrica alessi storie di ordinaria follia
 
È  passato un anno da quando Zen, il mio referente di Grazia, mi ha concesso il privilegio di avere una rubrica in cui raccontare le mie storie di ordinaria follia.  E succede che — un po’ per il senso del dovere e un po’ per la dedizione nei confronti di un mestiere che amo — decido di sfruttare un pezzetto di vacanza e la stessa Saint Tropez che ha favorito il mio esordio, per scrivere il primo pezzo di stagione: cosa è cambiato da un anno a questa parte?    “Giaco...
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3 Set

Un libro per amico

not for fashion victim
         
N on ho rispettato i limiti di velocità, ma ho tenuto conto del colore dei semafori, fatta eccezione per l’ultimo: un fotofinish tra il giallo e il rosso. Ma ora sono qui, sto entrando in clinica. Federica capisce al volo che non ho tempo di salutare, mi sto chiedendo dove sia Lolita. Punta il dito verso il corridoio e dice: “nell’ambulatorio di Cristina.” Come immaginavo. Mi tolgo il cappotto, inizio a correre. Afferro la maniglia della porta e la apro come si fa nei film drammatici: mi trovo di fronte il dottore che sta sorridendo. Getto lo sguardo sul tavolo su cui giace Lolita e vedo due piccoli cuccioli vicino a lei: hanno le macchie, proprio come Max. Ora sorrido pure io, sono eccitata,...
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12 Ago

Diario di una scrittrice pronta a tutto – QUINTO CAPITOLO

enrica alessi scrittrice
         
S ono tornata da Carola e il suo piedino sta meglio. Martedì ha tolto il tutore — ufficialmente intendo — ma la frattura non si è ancora ricomposta. Che dire? Qualsiasi bimbo schiavo di un tutore affermerebbe di star bene pur di liberarsene definitivamente. E qualsiasi mamma sarebbe disposta a credergli pur di vederlo di nuovo libero. Però non è andata così male. Lo scotto da pagare per non aver rispettato i tempi medici si è tradotto in una sola raccomandazione: niente corsa e niente tapis roulant per un mese. Forse le ho fatto un favore. E dopo aver scansato il primo senso di colpa, passo al secondo. Dovrei essere felice per la mia carriera editoriale, ricevo tanti complimenti, le lettrici hanno...
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5 Ago

Dal romanzo Prêt-à-bébè – Diario di una mamma pronta a tutto

enrica alessi scrittrice
        Claudia ha allestito la stanza come lo studio ovale della Casa Bianca. Ci sono tre grandi finestre rivolte a sud, dietro a un camino e a una scrivania bianca del XXI secolo, probabilmente proveniente dalla Svezia, ma comprata all’Ikea. Anche in questa sala ci sono quattro porte: quella a est che dà sul giardino delle rose di Berto, suo zio; quella a ovest che dà sul corridoio principale, quella a nord-est che dà sulla cucina. L’ultima è a nord-ovest, ma non per importanza. È quella per le emergenze, che porta dritto al gabinetto. E anch’io, come Barack Obama, sono pronta a fare il mio discorso al popolo femminile. Claudia ci ha lasciato la casa a disposizione, chiedendoci di chiudere quando avremo finito....
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3 Ago

Diario di una scrittrice pronta a tutto – QUARTO CAPITOLO

enrica alessi scrittrice
       
A Positano non ci sono librerie. Anzi, mi correggo, non ci sono più. La prima volta che sono stata qui con Giaco — e con la seria intenzione di concepire un bambino — ce n’era una sulla via che conduce al Marincanto, proprio sulla sinistra. Ricordo perfettamente il libro che comprai quell’estate: ‘Sai tenere un segreto?’ di Sophie Kinsella. L’ho amato per la piacevole coincidenza, per la trama spassosa e leggera, e ora che potrebbe essere il mio romanzo a regalare lo stesso sorriso a tante donne, non c’è nessuno che possa venderlo: è ingiusto. A volte vorrei avere un banco di assaggi, uno di quelli che si vedono al supermercato, dove una signora dall’aria convincente ti offre di provare un prodotto,...
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