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25 Feb

“Se hai bisogno, chiamami.”

enrica alessi l'amore ai tempi supplementari
     
I nfilo le chiavi nella serratura, apro la porta e l’orologio che ho di fronte, appeso alla parete che ospita l’albero di Natale, mi dice che mancano esattamente tre ore all’impatto. Non c’è tempo da perdere: mia madre sta arrivando. Sofia e Olivia pare che mi abbiano letto nel pensiero, entrano in casa e si mettono sull’attenti in attesa di istruzioni. “Allora tesoro: togliti le scarpe e vola sotto la doccia, io penso ai bagagli. Chiamami quando hai finito che ti prendo l’accappatoio, okay?” le chiedo gentilmente. “Okay mamma. Olivia, tu vieni con me.” Resto lì, al centro della sala, e credo che invece di vuotare le valigie, sarebbe meglio sfruttare questo suo momento di distrazione per agire mentalmente e prepararmi un...
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18 Feb

Le lasagne di nonna Clara

               
I nostri cinque giorni al mare sono giunti al termine. La mia auto è pronta a partire, io un po’ meno. Vorrei restare a Forte con Paolo, ma la scuola ricomincia tra due giorni e abbiamo bisogno di ventiquattro ore per metabolizzare che le vacanze di Natale sono finite e che tutto sta ricominciando da capo. Come riusciremo a incastrare la nostra relazione tra la scuola e il lavoro? Un nodo mi si stringe in gola, devo ancora mettermi al volante e già mi manca. Apro la portiera posteriore per fare salire Sofia che mi sta raggiungendo, ma la vedo fermarsi sulla porta per salutare Paolo. Gli dà un bacio e corre da me con le guance tutte rosse, mentre...
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11 Feb

Ciao Mamma

     
D ifetti? Innumerevoli. Pregi? Abbastanza, ma senza dubbio, uno dei più distintivi è la mia capacità di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Ho appena salutato Paolo, sto tornando a casa, ma il lato positivo è che sfrutterò parte del viaggio per raccontare a Michele il mio capodanno. Per messaggio ci siamo solo scambiati gli auguri, ma come potrebbe immaginarsi tutto il resto? Sono quasi le undici, lo chiamo. Tre squilli, la sua voce, il mio sorriso. “Amore buongiorno e buon anno!” “Ciao amore.” dice un po’ assonato. “Ti ho svegliato?” “No. Sono a letto con il virus intestinale.” D’istinto, mi allontano dal vivavoce, quasi potessi essere contagiata per trasmissione radio. “Mi sembra inutile chiederti come stai...
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25 Mar

Niente è come sembra

enrica alessi l'amore ai tempi supplementari
     
D ifetti? Innumerevoli. Pregi? Abbastanza, ma senza dubbio, uno dei più distintivi è la mia capacità di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Ho appena salutato Paolo, sto tornando a casa, ma il lato positivo è che sfrutterò parte del viaggio per raccontare a Michele il mio capodanno. Per messaggio ci siamo solo scambiati gli auguri, ma come potrebbe immaginarsi tutto il resto? Sono quasi le undici, lo chiamo. Tre squilli, la sua voce, il mio sorriso. “Amore buongiorno e buon anno!” “Ciao amore.” dice un po’ assonato. “Ti ho svegliato?” “No. Sono a letto con il virus intestinale.” D’istinto, mi allontano dal viva voce, quasi potessi essere contagiata per trasmissione radio. “Mi sembra inutile chiederti come stai...
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11 Feb

La porta comunicante

l'amore ai tempi supplementari enrica alessi
         
T   ra tutte le cose a cui poter pensare, la prima a mettere in moto le rotelle del mio cervello è la sua mise discutibile. Maglione oversize di un marrone indefinito — simile a quello dei suoi capelli —cinturina in vinile rosso tendente al bordeaux, pantalone in velluto a costine verde bosco, stivaletto nero con zeppa e berretto di lana rosso. In pratica, è un elfo di Babbo Natale in versione Lego Friends: deprimente. Questa ha tutta l’aria di essere un’improvvisata e dall’espressione di Davide non la definirei piacevole. Continua a guardarla in modo strano e non credo sia solo a causa dei vestiti. A distrarmi dalle prime considerazioni, è il tintinnio prodotto dalle chiavi che il concierge ha appena adagiato...
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21 Gen

Renzo e Lucia

l'amore ai tempi supplementari
     
E sco di casa con la valigia. Vedo il pontile in lontananza: ho bisogno di un paio di secondi per stare sola con lui. Sembra un nulla, ma non mi serve di più per recepire l’essenza di ciò che esso rappresenta. I ricordi arrivano tempestivamente, prestano i primi soccorsi, ma le lacrime hanno già distrutto il trucco, e a salvarmi dalla solita scena patetica, sono gli occhiali da sole che ho sul naso. Le onde del mare in tempesta rompono il silenzio di quello che sembra essere un addio, ma preferisco dire ‘ciao’ mentre mi volto a salutare Paolo. Il suono della mia voce gli impone di guardarmi negli occhi ancora una volta, ma il sorriso che mi ha sempre tolto il...
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26 Nov

Carina e coccolosa

l'amore ai tempi supplementari enrica alessi
   
N ew York non è proprio dietro l’angolo. Come prima trasferta avevo immaginato qualcosa di più limitrofo, ma riuscirò a gestire tutto. Forse. Più o meno. Dopo queste considerazioni, ho pensato al tappeto. Arrotolato, fissato con lo scotch, caricato sulle spalle e gettato con disprezzo nel bagagliaio dell’auto. Se invece di consegnarlo in lavanderia, avessi optato per la discarica, avrei dato l’idea della moglie che cerca di sbarazzarsi del cadavere del marito: è stato eccitante. E dopo il tappeto, è arrivato tutto il resto. “Ciao Michi.” “Sei strana: sputa il rospo.” Così? Subito? Allontano il telefono dall’orecchio e lo guardo con occhi sbarrati: come fa a saperlo? Mica può vedermi. “Ti ricordi l’abito di Givenchy? Quello che avevi suggerito per la mia seconda uscita con Paolo?” “Sì...
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