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10 Mag

La dolce vita… e non è il film con Marcello Mastroianni

enrica alessi storie di ordinaria follia
       
S e a volte mi sento Melissa? Spesso, specie quando si parla di Jerôme. Due giorni fa, mentre do un’occhiata su Instagram, mi imbatto sulle sue stories e vedo che è a Roma. È a quattro ore da qui, potrei prendere il treno, correre da lui, conoscerlo, abbracciarlo. Mi sembra quasi di vederla la scena dell’incontro: assomiglia a quella del sogno di Melissa, ma cautamente, per evitare che Joe le Taxi mi investa, la mia mente preferisce sfruttare Piazza di Spagna. Supero la Barcaccia, guardo in alto: lo vedo scendere da Trinità dei Monti e mi raggiunge a metà scalinata come Gregory Peck con Audrey Hepburn in Vacanze Romane — ma io non mangio il gelato. Indosso la mia Lady Dior ricamata a...
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27 Apr

Match point… e non è il film di Woody Allen

enrica alessi storie di ordinaria follia
  
I n casa abbiamo due tennisti: Emma e Giaco. Anche Carola ci ha giocato per un po’, io sono la sola a non essere capace di tenere in mano una racchetta, ma ciò non significa che non mi appassioni. Ho sempre tifato per Nadal: è figo, ha i tic scaramantici e quando tira la palla ha un gemito. Ci mette l’anima. Lo avevo visto giocare dal vivo quando Borsalino, qualche anno fa, mi chiese di collaborare, designandomi come inviata speciale per gli Internazionali di Roma: mi innamorai. Ma torniamo ai tennisti di casa, che, sei mesi fa, hanno proposto a me e a Carola di trascorrere le vacanze di Pasqua sui campi: abbiamo accettato. La cosa che mi affascina del tennis è...
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20 Apr

Stasera ho vinto anch’io… e non è il film con Robert Ryan

enrica alessi storie di ordinaria follia
 
I o e lo sport non siamo sempre andati d’accordo, il nostro rapporto è stato spesso travagliato e io che ho sempre creduto di essere una donna tutta d’un pezzo, mi sono piegata alla sua volontà. Ma partiamo dall’inizio, dall’attività fisica che mi imponeva la scuola: anche le due ore di scienze motorie settimanali erano un sacrificio troppo grande. Si cominciava sempre con una corsa, poi il salto a ostacoli, il salto in alto, la partita di pallavolo. La corsa mi sfiancava, gli ostacoli li centravo tutti, il salto in alto era umiliante e quando si facevano le squadre di pallavolo, ero sempre l’ultima a essere scelta. Non è che fosse incoraggiante, ma la prof decise di non tener conto del...
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6 Apr

Il dottor Dolittle — e non è il film con Eddie Murphy

enrica alessi storie di ordinaria follia
I l mio veterinario è differente. Non assomiglia a quello dell’amaro Montenegro, non va sui monti a salvare gli stambecchi, non credo nemmeno che abbia un sidecar, ma quando c’è bisogno, so sempre dove trovarlo. Si chiama Franco, lo conosco da vent’anni, da quando ho iniziato a pensare io stessa ai miei animali. Speedy aveva un problema al cuore, Rhett  era un vero duro che combatteva per amore e Vinicio, il gatto della mia tarda adolescenza, battezzato con il nome di un caro amico, era un figo di quartiere — non sterilizzato. Sono cresciuta con la convinzione di possedere un dono: prendermi cura degli animali che non avevano più una casa e se Dio li faceva capitare davanti alla mia, non era...
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22 Mar

Pane, amore e fantasia…e non è il film con Gina Lollobrigida

storie di ordinaria follia
   
I l cibo per noi italiani è molto più di una semplice passione. Il cibo per noi è ancestrale, noi siamo nati con il DNA impostato sul cibo, perché significa amore, famiglia, amici, casa. Sappiamo perfettamente che dobbiamo riempire una valigia di coraggio quando viaggiamo, perché non troveremo niente di tutto quello che abbiamo in un altro paese. Per non parlare del caffè, sulo a Napule 'osanno fa'. Anche una semplice pasta al pomodoro mangiata altrove, non avrà mai lo stesso sapore come quella cucinata a casa propria. È come se fossimo nati con un marchio di fabbrica indelebile, in grado di farci riconoscere in qualsiasi parte del mondo. Quando dal mio accento inconfondibile la gente capisce che sono siciliana,...
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15 Mar

Le ali della libertà…e non è il film con Tim Robbins

H o diciotto anni quando mi viene la brillante idea di diventare la sindacalista di me stessa, di criticare la paghetta dei miei e di chiedere loro un aumento. “I più grandi doni che puoi dare ai tuoi figli sono le radici della responsabilità e le ali dell’indipendenza.” Mio padre semplifica il pensiero con parole sue: “Enrica, se quello che ti diamo io e la mamma non ti basta, cercati un lavoro.” “Ma io studio.” ribatto prontamente. E quella che dovrebbe essere una degna giustificazione per esonerarmi da ogni tipo di fatica, mi si ritorce contro con gli interessi. Mio padre attacca: “Io lavoro quindici ore al giorno, la mamma otto e le altre sette le fa a casa pulendo, cucinando, lavando e...
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8 Mar

Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche… e non è il film con Billy Crystal

storie di ordinaria follia enrica alessi
     
A nche io come Coco Chanel vengo dalla campagna, è giusto che si sappia. Vivo in una casa in mezzo al verde e siccome mi piace ragionare e raccontare per associazioni di idee: Rossella O’Hara aveva Tara, io ho Chiozza. I genitori di Giaco ce l’hanno regalata quando ci siamo sposati, prende il nome dalla frazione reggiana in cui si trova ed è un piccolo paradiso. Ma vivere in campagna — per quanto ne canti Toto Cutugno — non è sempre facile. D’inverno, la valle che mi circonda prende le sembianze di una palude, il tasso di umidità se la gioca con quello di Dubai e non passa giorno che non desideri il giungere della primavera. E quando finalmente arriva, arrivano anche...
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