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3 Giu

Tremors — e non è il film con Kevin Bacon

enrica alessi storie di ordinaria follia
 
M i sono sempre chiesta come facesse mia mamma a dormire con mio papà che russa come un trattore. Poi, dopo aver sposato Giaco, l’ho capito. All’inizio del matrimonio non era così, quando russava, mi bastava chiedergli di girarsi sul fianco destro e, come per magia, smetteva. Ora invece è diverso. Se di norma una persona si sdraia, si addormenta e poi –– eventualmente –– russa, Giaco non conosce la seconda fase: la salta proprio. Appena si appoggia su una superficie orizzontale, chiude gli occhi e russa. Non lo fa soltanto in camera da letto, lo fa sul divano, sulla poltrona e anche in spiaggia. I vicini di ombrellone ridono e io mi vergogno. Hai voglia di mandare bacini...
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26 Mag

Una secchiata d’acqua gelida

enrica alessi l'amore ai tempi supplementari
     
È una secchiata d’acqua gelida. Il cuore si è fermato, non riesco a parlare. “Eva, tesoro, sei ancora lì?” “Dimmi che la mamma sta bene, dimmi che non è grave. Dimmi solo questo.” Il silenzio è passato dall’altra parte del telefono: perché non può accontentarmi? “Papà, devi dirmi che cos’ha.” insisto. “Stamattina si è svegliata, stava bene, è scesa in cucina a preparare il caffè e quando l’ho raggiunta, l’ho trovata sul pavimento priva di sensi. Ho chiamato l’ambulanza e...
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19 Mag

L’ultima mise da notte

l'amore ai tempi supplementari enrica alessi
         
U na volta qualcuno ha scritto: se non puoi dire la verità alle persone che ami, allora non riesci a dirla neanche a te stesso. Questo dovrebbe convincermi che vuotare il sacco non provocherà alcun tipo di conseguenza, eppure, mentre varco la soglia del ristorante tenendo Paolo sotto braccio, l’unica cosa capace di infondermi un minimo di serenità è la mise favolosa che ho scelto per la nostra serata. Un abito argento di Jil Sander stretto in vita con una cintura di vernice, uno stivaletto di Jimmy Choo, un cappotto nero di Moschino e una borsa mignon di Saint Laurent che contiene giusto il telefono e la carta di credito — che ho preventivamente portato con me, nel...
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5 Mag

Il calcio di rigore

l'amore ai tempi supplementari
       
E lì, con la stessa eccitazione di un cavaliere che è riuscito a mettere in salvo la fanciulla, esco dall’ufficio di Javier e mi precipito da Olivia per raccontarle l’accaduto. Apro la porta convinta di servirle il mio scalpo su un piatto d’argento, ma Serena è già arrivata ed è seduta alla sua scrivania. “Buongiorno Eva!” “Ciao, come va?” Olivia non le dà il tempo di rispondere. “Hai novità?” mi chiede trepidante. La discrezione non è certo il suo forte: alla parola novità, Serena rizza le orecchie. “No, nessuna, ma se hai un attimo, vorrei farti vedere una cosa.” Il bluff è diventato il mio mestiere. Quando ho iniziato a lavorare qui, ero il punchball di Olivia: passavo la maggior parte del mio tempo nella...
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1 Mag

Il grande dittatore — e non è il film con Charlie Chaplin

storie di ordinaria follia enrica alessi
 
E  alla fine di questo lungo periodo trascorso tra le mura di casa, vorrei fare il mio riassunto delle puntate precedenti. Sono stati giorni pieni che ho impegnato in modo costruttivo, il tempo a disposizione era tanto e mi ha offerto l’opportunità di finire il mio secondo romanzo, di iniziare un progetto editoriale dedicato alla storia della moda e di scoprire risorse personali che non credevo di possedere. Ho cominciato a leggere le favole di Rodari ai bambini, mi sono impegnata a sostenere le raccolte fondi per aiutare gli ospedali e a uno in particolare ho consegnato un centinaio di Prêt-à-bébé per il reparto di maternità e di oncologia: mi sono detta che un sorriso poteva fare comodo in...
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28 Apr

Il grande Bluff

l'amore ai tempi supplementari enrica alessi
       
S e è vero che è una goccia a far traboccare il vaso, io sono il vaso, Olivia è la goccia. Sono stanca di mettere la mia vita in fondo all’elenco delle priorità e sono stanca di fingere che ciò mi stia bene. Eppure, continuo a fissare la strada chiedendomi cosa ne sarà di Olivia e del suo matrimonio. “Sei silenziosa.” mormora Paolo accarezzandomi. “Sicura che è tutto okay?” No, affatto. Mia madre spunta all’improvviso dopo anni di assenza fingendo che, nel frattempo, il tempo si sia fermato. La mia famiglia si sta allargando senza avermi chiesto il permesso e il mio capo è così stupido da farsi sedurre da un ignorante che non sa neanche chi è Tom Ford: mi...
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10 Apr

Non è un paese per vecchi — e non è il film con Javier Bardem

storie di ordinaria follia enrica alessi
   
Q uanti anni ho? Più di quaranta. Quanti me ne sento? Quindici, sedici. E seppure negli anni continui ad approcciarmi alle cose con lo stesso entusiasmo di un bambino, ogni tanto penso alla mia vecchiaia e francamente, mi preoccupo. Succede che qualche mese fa, durante una cena con la family, faccio una domanda alle ragazze. “Mi chiedevo: quando sarò vecchia…” Giaco mi guarda con un' espressione traducibile in: amore, siamo già sul viale del tramonto. Ma io lo ignoro e vado avanti. “Chi sarà di voi a prendersi cura di me?” So che faranno a gara per assicurarsi la mia custodia: è solo che mi piace sentirglielo dire. “Io prendo papà!” dice Emma toccandolo. “No. No, avevo detto che a papà ci pensavo io.” ribatte Carola. Quindi...
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