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15 Feb

La cosa più dolce…e non è il film con Cameron Diaz

storie di ordinaria follia enrica alessi
S e oggi nel branco siamo quattro: io, Claudia, Tilla e la Secca, all’inizio eravamo solo in due: io e la Secca. Ci siamo conosciute a scuola, dalla terza alla quinta superiore siamo state nella stessa classe, nella stessa fila di banchi. Quanti eravamo? Non lo ricordo, ma ricordo le facce dei miei compagni, il loro modo di vestirsi, i loro tratti distintivi. Eravamo un gruppo misto: c’era chi studiava, chi tirava a campare e chi era nato per dare spettacolo. Eravamo una classe dinamica che faceva casino e politica. I banchi di scuola altro non erano che postazioni tattiche da decidere in base a criteri ben precisi: amore/lavoro/amicizia. Dovevi sceglierti un compagno, ma con una strategia. Per esempio: se ti...
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9 Feb

P.S.: I love you…e non è il film con Hilary Swank

enrica alessi storie di ordinaria follia
 
A lla parola SPA, già ti rilassi. Anche la combinazione delle sue lettere produce un suono armonico. E quando pensi a un regalo di San Valentino, un weekend in una SPA è l’equivalente di una fuitina d’amore. Regalati una SPA. Regalati un Soggiorno Per Amare. Dove andiamo? Giaco mi ha lasciato carta bianca, ma non ha dimenticato di stabilire un budget. Non esageriamo. Okay. Mi serve una mano. Anzi, Claudia: lei è un’esperta di SPA. La chiamo. “Tesoro: dammi una chicca. Devo prenotare un weekend in una SPA: è il nostro regalo di San Valentino.” “La so.” mi interrompe. È come se stesse premendo il pulsante per rispondere a un quiz televisivo. Prende fiato e attacca: “Toscana, Val d’Orcia: tra colline, boschetti e chiese piccine, sorge un palazzo del...
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1 Feb

L’attimo fuggente…e non il film con Robin Williams

storie di ordinaria follia enrica alessi
 
N e avevo sentito parlare, una delle mie amiche era innamorata pazza di lui, lo nominava continuamente, scriveva il suo nome su ogni pagina del diario. Lo avevo immaginato come un fustacchione dal sorriso super sexy, uno di quelli che ti ruba il cuore per buttarlo nel cestino dell’umido, ma io, di fatto, non sapevo nemmeno che faccia avesse. Fino a che, un giorno, lo trovai alle superiori, nella mia classe. Ricordo che quando lo vidi, mi misi a ridere. Tutto questo baccano per un ragazzino alto poco più di me, con i capelli ricci, gli occhi scuri e il sorriso...
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26 Gen

I nomi in codice

storie di ordinaria follia
I  soprannomi esistono per identificare le persone, spesso derivano da caratteristiche fisiche o caratteriali che sottolineano ciò che siamo. Ce li affibbiano i genitori, i parenti, gli amici e sono come dei vestiti cuciti su misura, calzano a pennello come le scarpe fatte dal miglior artigiano. E’ difficile separarsene, perché alla fine ti ci affezioni. Io chiamo tutti con un soprannome, anche il mio cane. Frida ne ha almeno quattro: Friduccia, Nina, Gnigni, Ninigni. E pure il mio fidanzato ha stuzzicato la mia fantasia: Amoru', Babbu’, Babbuzzo. Sotto casa mia, abita un signore di mezza età. Sembra un personaggio uscito da un romanzo. Quando lo incontro per strada mi colpisce per lo stile: il cappello alla marinara, il...
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18 Gen

Spirit, cavallo selvaggio…e non è il film della DreamWorks

storie di ordinaria follia enrica alessi
 
E state 2015. La Giaco’s family sbarca a Porto Cervo piena di aspettative. Il mare è bellissimo, il territorio un po’ meno, ma dopo aver superato le prime difficoltà logistiche e le crisi isteriche — le mie — la vacanza ha inizio. Cominciamo a sentirci parte dell’isola, tanto da spingerci oltre la semplice scoperta di spiagge sconosciute, e una gita a cavallo sul mare non è una cosa da tutti i giorni, non per noi almeno. E così prenotiamo l’escursione tramite l’albergo, che viene fissata per il giorno seguente alle nove del mattino. Arriviamo a destinazione in orario. Giaco ha la faccia di chi è stato condotto qui a forza per accontentare la famiglia, le bimbe sono elettrizzate...
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11 Gen

Un boss sotto stress…e non è il film con Robert De Niro

storie di ordinaria follia
 
L a prima volta che ho incontrato Enrica,  sapevo che non sarebbe stata l’ultima. Non potevo immaginare come le nostre vite si sarebbero intrecciate, ma è successo. Lei è il mio capo/sorella/amica. Nome in codice ‘Alessia’. Sì, perché tutti si sbagliano, confondono il cognome con il nome  e la chiamano sempre così. Ce ne siamo fatti una ragione ormai. Durante le vacanze di Natale, Alessia mi ha chiesto di scrivere questo articolo e ho accettato senza riserve, a suo rischio e pericolo. E anche se c’è una possibilità che possa pentirsi di avermi dato carta bianca — non mi chiamerei Ringhio — ormai è troppo tardi. Il nostro non è un rapporto di lavoro come tutti gli altri. Non...
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9 Dic

Il classico del cinema horror

enrica alessi storie di ordinaria follia
   
E ra un concentrato di terrore puro, un film che avrebbe lasciato un segno indelebile nella cinematografia horror: L’Esorcista. E quando uscì, nel 1973, la gente, curiosa di assistere a un tale capolavoro, si precipitò nelle sale e altrettanto velocemente fuggì — a metà proiezione — atterrita dalle immagini. Ma la paura è un’emozione innata nell’uomo e riguarda tutte le fasi della sua vita, soprattutto l’infanzia. Quando l’Esorcista mise piede nel piccolo schermo, avevo nove anni e vivevo con i nonni. Avevo visto la pubblicità, era palese che non fosse un film adatto a me, ma Regan, la bambina posseduta con la camicetta da notte azzurra, la voce di Sandro Ciotti, i capelli arruffati e il colorito verdastro mi attraeva più...
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