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8 Set

Pronto, chi parla?

Pronto, chi parla?
L a mia adolescenza è stata una mezza schifezza, ma c'era una cosa che mi entusiasmava, una sorta di premio di consolazione: gli scherzi telefonici. Per farli a regola d'arte avevi bisogno di: 1. Una casa senza genitori tra i piedi 2. Un'amica deficiente che sapesse fare le voci (quella di solito ero io)  3. Un elenco telefonico per sorteggiare i fortunati. Dalle tre alle sette c'era "il via alle telefonate": era l'appuntamento fisso pomeridiano. Spulciando l'elenco io e la mia amica avevamo trovato questa signora che di cognome faceva CAPPELLATO, che in Emilia è un sinonimo di "BECCATO", e chi poteva resistere di fronte a una cosa così? La chiamavamo tutti i santi giorni dicendo: La chiamavamo tutti i santi giorni dicendo: "Cappellato?" "Sì...
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7 Set

La nonna Anna

La nonna Anna
L a nonna Anna è siciliana. Ha le sue abitudini, i suoi modi di dire e uno stile pazzesco: un mix tra Joan Collins e Kylie Minogue. Quando ero piccola e finiva la scuola, io, mio fratello e mio cugino andavamo al lago di Garda con la nonna. Stavamo con lei due mesi, e ancora oggi mi domando come riuscisse a gestire tre bambini di 5, 10 e 11 anni, che insieme erano l'inferno in terra. Gliene abbiamo combinate di tutti i colori. E nonostante lei lo immaginasse, passava a prenderci con la sua Citroën Visa rosso fuoco - carica di bagagli e di tanta, tanta, tanta pazienza. Si cominciava a farla impazzire dal viaggio in macchina. Ogni pretesto era...
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6 Set

Se avessi dato ascolto alla mamma…

Se avessi dato ascolto alla mamma...
S e avessi dato ascolto alla mamma ora non sarei qui. Me lo dice sempre di non entrare in casa che poi chiudono le finestre. Sarà preoccupata, mi starà cercando ovunque e domani me ne dirà di tutti i colori.  Meglio non pensarci. Meglio trovare un posto sicuro dove passare la notte.  La camera è carina vista da quassù: è profumata, ci sono un sacco di vestiti colorati su uno stander, e se non fosse per quelle due che continuano a chiacchierare, riuscirei pure a dormire. Aspetta, aspetta, una di loro ha appena cacciato un grido! E mi sta indicando. Ha paura di me? Impossibile. Sono troppo piccolo e non farei male a una mosca...
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4 Set

Ciao Saint Tropez!

Ciao Saint Tropez!
 Illustrazione: Valeria Terranova
C he poi uno si mette a pensare alle vacanze, immaginando l'ultimo giorno come quello più triste, ma per la mia famiglia l'ultimo giorno è il più pieno di tutti. Sveglia alle sette: nessuno fa cenno di alzarsi. Rifacciamo, sveglia alle otto e mezza: "Buongiorno amori miei!" Mio marito vorrebbe legarmi al letto come in "Misery non deve morire" e darmi quelle di Dio, le mie figlie hanno uno sguardo che assomiglia a quello di Linda Blair ne "L'esorcista", ma non importa, poi mi ringrazieranno. Come da scaletta arrivano: l'ultima colazione, l'ultimo bagno al mare, l'ultimo sole, l'ultimo caffè sulla spiaggia, le ultime foto, l'ultimo pranzo, l'ultima merenda e l'ultimo tuffo in piscina. E mentre sto lì a godermi...
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