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28 Ott

La leggenda di Halloween

LA LEGGENDA DI HALLOWEEN

C

arola ha 9 anni e ha bisogno di qualche chiarimento sulla festa di Halloween. 🎃
“Mamma, ma di preciso ad Halloween cosa si festeggia?”
“Halloween è una festa irlandese, ma come la nostra nasce per festeggiare la notte di tutti gli spiriti sacri, lo dice la parola: All Hallows’ Eve.” Carola mi guarda con un espressione traducibile in: “e i travestimenti? Le zucche e tutto il resto?”
Devo essere più chiara:
“Negli anni la festa è cambiata, assomiglia al nostro carnevale…”
“E perché facciamo dolcetto o scherzetto?”
“È una loro filastrocca, perché anche a quei tempi ci si mascherava e la gente povera chiedeva l’elemosina il primo novembre e riceveva cibo in cambio di preghiere.”
Guardo Carola negli occhi e riconosco quello sguardo: è quello che le viene ogni volta che non è soddisfatta. Credo sia giunto il momento della leggenda.
“Ma esiste una storia su Halloween… una leggenda: la leggenda di Jack O’ Lantern.”
E i suoi occhi improvvisamente si riaccendono.
“Me la racconti?”
Non aspettavo altro.
“C’era una volta un fabbro che si chiamava Jack. Era sempre ubriaco e senza soldi. Una sera, mentre è seduto al bancone del bar, ordina una birra pur sapendo di non poterla pagare, ma quando il barista pretende le sue monete, uno strano signore si avvicina a Jack offrendogli le sue…”
“Che gentile! ” mi interrompe eccitata.
Ora come glielo dico che è il diavolo? 😰
“A modo suo sì. Comunque…” continuo schiarendomi la voce “lo strano signore vuole qualcosa in cambio: l’anima di Jack.”
“Per una birra?” protesta Carola.
“È una cosa complicata…”
“No mamma! È un usuraio.”
Questa deve averla sentita quando si è alzata da letto per fare pipì mentre guardavo Gomorra.😰
“No amore. È un diavoletto.”
Carola mi guarda a bocca aperta.
“Ma Jack è furbo e fa la sua mossa: se davvero sei un diavoletto dimostramelo! Gli dice. Il diavoletto infastidito risponde: posso trasformarmi in qualsiasi cosa…”
“Come il genio della lampada di Aladino.” sbuffa lei annoiata dalla solita storia.
Cerco di riprendere la sua attenzione con una domanda:
“E quindi Jack gli chiede di trasformarsi in?”
“In una moneta!”
Mia figlia ha un cervello geneticamente modificato: non è normale che a nove anni azzecchi la risposta. Sarà colpa degli OMG. 🤷🏼‍♀️
“Brava! Jack afferra la moneta, la infila nel borsellino e poi cosa fa?”
Se azzecca anche questa, mi alzo e me ne vado.
“Non lo so…” risponde confusa.
Meno male.
“Jack avvicina una croce d’argento al borsellino.”
E ancora una volta Carola mi guarda dubbiosa.
“È un trucco che funziona con i diavoletti: per impedirgli di ritrasformarsi e uscire.” dico strizzandole l’occhio.
“Ah.”
“Il diavoletto promette a Jack che per dieci anni lo lascerà in pace e Jack lo libera.”
“Brutta mossa, vedrai ora cosa succede” 😳
“E infatti, dopo dieci anni, il diavoletto bussa alla porta di Jack, ma lui cerca di salvarsi. Questa storia dell’anima mi ha messo un certo appetito, avrei voglia di una mela di quell’albero. Dice Jack indicando la pianta più vicina. Ma non ci arrivo. Tu che sai fare tutto, puoi raccoglierla per me? Poi verrò con te. Te lo prometto. Conclude Jack rassegnato.”
“La mela è una trappola! Come fa a non saperlo? Ha fatto anche il serpente quella volta.”
A stento trattengo una risata.
“Vado avanti?”
“Sì…”
“Il diavoletto sale sull’albero e raccoglie la mela, ma quando sta per scendere, vede Jack incidere una croce sul tronco. Con quella non posso più venire giù! Protesta il diavoletto.”
Carola si mette a ridere perché storpio la voce.
“Se mi lasci scendere, ti prometto che mai più vorrò la tua anima.”
“Se pensi che tutto era cominciato per una birra, è andata bene.” aggiunge Carola divertita.
“Jack ora è libero. Ma non smette di fare guai. E quando giunge la sua ora si ritrova davanti alle porte del Paradiso che però rimangono chiuse.”
“E adesso?”Scavalca!”
“Carola!” dico con rimprovero, mentre lei scoppia a ridere.
“Se nessun altro lo accoglierà, Jack dovrà vagare per l’eternità con la sua anima tormentata.” dico in tono greve cercando di creare più suspence possibile per il gran finale.
“Non gli resta che tornare dal diavoletto: ti avevo promesso che mai più avrei voluto la tua anima. Sghignazza. Ma fuori c’è buio, fa freddo, non puoi aiutarmi? Gli chiede Jack.”
“Poverino!” protesta Carola.
“Il diavoletto dà a Jack un arbusto infuocato e dice: questo ti scalderà. Jack lo posiziona all’interno di una rapa che ha con sé…”
“Mamma, è una zucca!” mi corregge.
“Le zucche sono venute dopo, perché in questo periodo ce ne sono tante, ma lui aveva una rapa.” insisto “una rapa che sarebbe diventata una lanterna con cui cercare un posto in cui riposarsi.”
“E lo ha trovato?” mi chiede.
“Purtroppo no. Da allora, nella notte di Halloween, si dice che tra i cespugli possa vedersi la sua lanterna che vaga nell’oscurità alla ricerca della strada di casa: la fiammella di Jack.”
“Quindi si è solo perso?
“Proprio così. E in quel giorno ci travestiamo come lui per farlo sentire meno solo.”
“Be’ almeno è una cosa bella…”
” Bella e buona. Dai che andiamo a preparare il dolcetto.”
“Mamma: a proposito, sai che sei ingrassata?”
“Veramente? 😰
“Scherzetto. 😉🎃

Illustrazione: Valeria Terranova

  • Bianca Falcone

    Non c’è verso di farlo capire

  • tiziana ferrandino

    bellissimo questo post