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13 Feb

Il redazionale di Grazia

not for fashion victim enrica alessi
 
A vevo previsto una reazione del genere: Cassandra ha lasciato cadere le posate, si è alzata dalla sedia è sta saltellando sul posto come Alex in Flashdance — nel pezzo di Maniac. Si ferma, mi guarda e dice: “Ripetilo, ti prego.” La assecondo, lo ripeto scandendo bene le parole: “La mamma di Luca è la direttrice di Grazia.” Cassandra torna a sedersi, riprende le posate e parte della razionalità perduta. “Ma com’è possibile? Luca è un cowboy...
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11 Feb

La porta comunicante

l'amore ai tempi supplementari enrica alessi
         
T ra tutte le cose a cui poter pensare, la prima a mettere in moto le rotelle del mio cervello è la sua mise discutibile. Maglione oversize di un marrone indefinito — simile a quello dei suoi capelli —cinturina in vinile rosso tendente al bordeaux, pantalone in velluto a costine verde bosco, stivaletto nero con zeppa e berretto di lana rosso. In pratica, è un elfo di Babbo Natale in versione Lego Friends: deprimente. Questa ha tutta l’aria di essere un’improvvisata e dall’espressione di Davide non la definirei piacevole. Continua a guardarla in modo strano e non credo sia solo a causa dei vestiti. A distrarmi dalle prime considerazioni, è il tintinnio prodotto dalle chiavi che il concierge ha appena adagiato...
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30 Gen

La signora dagli occhi di ghiaccio

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      La signora dagli occhi di ghiaccio non me li toglie di dosso. Le sorrido, ma non mi sento a mio agio. Forse a causa della gonna poncho che nascondo sotto il cappotto? Può essere, ma non è solo questo. Avevo immaginato i genitori di Luca in modo diverso, come una strana coppia di signori dallo stile country e invece sembrano usciti da un set di Hollywood. “Melissa, ti va di venire in cucina a darmi una mano?” Luca deve aver capito dal mio sguardo che lo sto implorando di portarmi via di qui. “Sì, andiamo.” Sorrido ai genitori per congedarmi, anche se per poco, lui mi prende la mano mettendomi in salvo. “Tutto bene? Sei tutta rossa...
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28 Gen

“Come vi siete conosciuti?”

l'amore ai tempi supplementari romanzo enrica alessi
           
S to lì, seduta vicino all’albero di Natale, con il telefono tra le mani, cercando le parole giuste con cui iniziare, ma è più difficile del previsto. Di cosa ho bisogno? Ispirazione? Suggerimenti divini? O di un copione già scritto a cui attenermi? Spirito di improvvisazione? Già, in amore è meglio improvvisare. L’indice preme il suo nome tra i contatti, il telefono squilla e lui non risponde: questo non lo avevo previsto. Potrei sprecare altro tempo torturandomi di domande: sarà arrabbiato? Deluso? Triste? E se la bionda fosse tornata a casa sua a bere quel caffè? Ma non saprei rispondere — specie all’ultima — e forse, l’idea del copione non era così sbagliata: gli scrivo un messaggio. Chiudo gli occhi, mi concentro. In effetti,...
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23 Gen

La donna rodeo

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D evo chiamare Cassandra. Cerco il suo numero in rubrica e lì, mentre penso al dress-code, mi ricordo dell’altro, quello più importante, quello del suo addio al nubilato. Un momento, che fine ha fatto Jerôme? Gli ho scritto prima di Natale per ringraziarlo del libro che ci ha spedito, ma non ha mai risposto. Come posso essermene dimenticata? Sarà stata la gravidanza di Lolita, il trasloco di Cassandra o è solo perché Cristina ha smesso di farmi pressioni? Non avrei mai pensato di dire una cosa come questa, ma la vecchia Britney mi manca. Tengo il telefono tra le mani con aria dubbiosa: ora o mai più. Meglio ora. “Caro Jerôme, come stai? Spero che tu abbia letto il messaggio in cui ti ringraziavo...
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21 Gen

Renzo e Lucia

l'amore ai tempi supplementari
     
E sco di casa con la valigia. Vedo il pontile in lontananza: ho bisogno di un paio di secondi per stare sola con lui. Sembra un nulla, ma non mi serve di più per recepire l’essenza di ciò che esso rappresenta. I ricordi arrivano tempestivamente, prestano i primi soccorsi, ma le lacrime hanno già distrutto il trucco, e a salvarmi dalla solita scena patetica, sono gli occhiali da sole che ho sul naso. Le onde del mare in tempesta rompono il silenzio di quello che sembra essere un addio, ma preferisco dire ‘ciao’ mentre mi volto a salutare Paolo. Il suono della mia voce gli impone di guardarmi negli occhi ancora una volta, ma il sorriso che mi ha sempre...
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