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1 Ago

Lui: il campione di ping pong della Versilia

enrica alessi scrittrice romanzo l'amore ai tempi supplementari
M ichi si è appena svegliato, ma la curiosità vorace che lo distingue, lo ha già messo sull’attenti. Si siede, sistema uno dei cuscini dietro la schiena e afferra il sacchetto di brioche che giace sul letto. Poi, senza badare al contenuto, infila la mano e ne addenta una con sguardo famelico. Il ripieno di crema gli esplode in bocca, ma mi guarda con la consapevolezza che ciò che sto per rivelare è decisamente più appetitoso. Deglutisce il boccone, mi studia con lo sguardo e io non so da dove cominciare. Avevo immaginato una serie interminabile di domande e invece, se ne esce con un’allusione: “Il fatto che lo chignon si sia smontato, suggerisce che non tu non sia...
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25 Giu

Sono felice di essere qui: sola con lui

Enrica Alessi romanzo L' Amore Ai Tempi Supplementari
M ichi ha deciso di invitarmi fuori a pranzo. Vuole tutti i dettagli del ‘passato torbido’ che gli ho tenuto nascosto: così ha definito il mio pezzetto d’infanzia in Versilia. Ma anche scavando, non credo che troverà niente di scabroso: Paolo è stato ‘il mio primo bacio, era solo una storia tra bambini. Eppure, anche se è passato tanto tempo, non ho dimenticato niente di quelle estati felici con la nonna. In Versilia, le spiagge sono grandi, la sabbia è fine, soffice e con lei era facile costruire i castelli. La nonna mi guardava dalla tenda che stava vicino alla riva, il vento le muoveva i capelli bruni, scoprendole il viso abbronzato, e gli occhiali extra large filtravano il suo sguardo:...
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14 Mag

Fase rivincita

enrica alessi romanzo a episodi l'amore ai tempi supplementari
S arà colpa di tutti i caffè che ho bevuto, ma questa sembra la notte prima degli esami: non riesco a dormire. Eppure ho studiato. Nella mia testa c’è addirittura uno schema preciso — tipo orario scolastico — in cui sono segnati giorni e orari delle attività extra scolastiche di Sofia. E mi sembra già di vedere i suoi cambi d’abito appesi nell’armadio, avvolti in un cellophane e con l’etichetta del giorno in cui indossarli. Ma organizzare è sempre stata la mia specialità, delegare, invece, mi viene malissimo. Se decidessi di partire, dovrei chiedere a Davide di aiutarmi — e a mia suocera di fare da supervisore — non è mai successo fino a oggi, ho sempre pensato io a Sofia. Eppure, avrei bisogno...
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