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15 Ott

La suocera che tutte vorrebbero

enrica alessi l'amore ai tempi supplementari
   
D opo essere rimasta al telefono con Michele per cinquantadue minuti, posso dire ufficialmente di aver trovato la mise per incontrare Olivia. Abbiamo scartato il classico tailleur — anche se ho sottolineato che, per un appuntamento di lavoro, è sempre una proposta adeguata — e da veri temerari, siamo passati ad assemblare pezzi importanti del guardaroba, per farne qualcosa che stupisse. Qualcosa con un gusto sobrio, ma ricercato, liscio e allo stesso tempo effervescente. E comodo, sopratutto comodo: se devo mettermi in ginocchio per implorarla, devo farlo sentendomi a mio agio — per quanto sia possibile. Composizione: Jeans: l’ho scelto perché è confident. Olivia non è stata solo il mio capo, è una donna che mi ha insegnato un pezzo di mondo...
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24 Set

Una lunga giornata

enrica alessi
A vrei voluto tenere duro e leggere il messaggio di Paolo stasera. Dopo essere tornata a casa, dopo aver riabbracciato Sofia e averle presentato la sua piccola principessa, ma a quel punto, Michele non sarebbe stato lì a suggerirmi le battute: ecco perché l’ho letto subito. Mezz’ora di chat, quattro cuori e la promessa di rivederci tra un paio di settimane. Anche la missione chihuahua è andata a buon fine: è biondo, a pelo lungo, proprio come Sofia avrebbe voluto, e fino a che non avrà scelto il nome da assegnarle, la chiamerò Mina, in onore della signora che ha neutralizzato il gatto nero di Andrea. Sta sulle mie gambe, i suoi occhi mi fanno tenerezza, la accarezzo: un gesto che...
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1 Ago

Lui: il campione di ping pong della Versilia

enrica alessi scrittrice romanzo l'amore ai tempi supplementari
M ichi si è appena svegliato, ma la curiosità vorace che lo distingue, lo ha già messo sull’attenti. Si siede, sistema uno dei cuscini dietro la schiena e afferra il sacchetto di brioche che giace sul letto. Poi, senza badare al contenuto, infila la mano e ne addenta una con sguardo famelico. Il ripieno di crema gli esplode in bocca, ma mi guarda con la consapevolezza che ciò che sto per rivelare è decisamente più appetitoso. Deglutisce il boccone, mi studia con lo sguardo e io non so da dove cominciare. Avevo immaginato una serie interminabile di domande e invece, se ne esce con un’allusione: “Il fatto che lo chignon si sia smontato, suggerisce che non tu non sia...
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17 Lug

L’ abito di Herve Leger

enrica Alessi L'Amore Ai Tempi Supplementari
A pro la porta della stanza adibita a ufficio, guardo a destra, poi a sinistra, ma del presidente dell’associazione neanche l’ombra. Meglio così, mi dico, se si fosse congratulata nuovamente per la generosa offerta, avrei perso altro tempo e a me non ne resta molto: Paolo potrebbe già essersene andato. Ho ancora il telefono in mano, ma mentre faccio per liberarmene, buttandolo nella borsa, ricevo un messaggio di Michele. “Si può sapere dove diavolo sei finita?” Esco di corsa e raggiungo il salotto dell’asta. Tanta gente se n’è andata, restano giusto i compratori, i membri del comitato e gli alberi che devono essere ritirati. Mi sento osservata, ma sono tutti sguardi di ammirazione. Michi è in fondo alla sala e sta chiacchierando...
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3 Lug

Chi offre di più?

enrica alessi romanzo l'amore ai tempi supplementari
 
M ancano pochi minuti per arrivare in albergo e per tutto il tragitto in taxi, non ho fatto altro che pensare alla faccia sconvolta della mamma al ristorante. Il suo atteggiamento non mi è piaciuto, ma credo che se Sofia fosse stata presente, anche io avrei reagito allo stesso modo. E lì, di fronte alle Dolomiti, mi domando perché le mamme smettano di essere donne, in presenza dei figli. Sono le situazioni a cambiarci? O siamo noi a cambiarle, a seconda del ruolo che ricopriamo in quel momento? — Questa devo mandarla a Marzullo. Il taxi si ferma davanti all’albergo: il tempo dedicato all’introspezione è finito. Scendo e guardo l’orologio, l’asta inizia tra un quarto d’ora: significa che ho dieci minuti...
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25 Giu

Sono felice di essere qui: sola con lui

Enrica Alessi romanzo L' Amore Ai Tempi Supplementari
M ichi ha deciso di invitarmi fuori a pranzo. Vuole tutti i dettagli del ‘passato torbido’ che gli ho tenuto nascosto: così ha definito il mio pezzetto d’infanzia in Versilia. Ma anche scavando, non credo che troverà niente di scabroso: Paolo è stato ‘il mio primo bacio, era solo una storia tra bambini. Eppure, anche se è passato tanto tempo, non ho dimenticato niente di quelle estati felici con la nonna. In Versilia, le spiagge sono grandi, la sabbia è fine, soffice e con lei era facile costruire i castelli. La nonna mi guardava dalla tenda che stava vicino alla riva, il vento le muoveva i capelli bruni, scoprendole il viso abbronzato, e gli occhiali extra large filtravano il suo sguardo:...
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