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17 Ott

Cos’è un dress code?

Not For Fashion Victim Enrica Alessi scrittrice
C assandra continua a pendere dalle mie labbra, il dottore, invece, ha la faccia di chi è appena stato rapito dagli alieni: è così frastornato da non riuscire a capire se ciò che sta vivendo sia finzione o realtà. Suggerisco di sfruttare il suo stato confusionale e inventare qualcosa che possa convincerlo che è stato solo un brutto sogno. Non sarà facile, ma devo tirarmi fuori da qui, e alla svelta: Max mi sta aspettando. Guardo Cassandra, è ora di filarsela: mi fa un cenno d’intesa con il capo e afferra le giacche che sono sulla sedia. Mi volto verso il dottore e ha sempre la stessa espressione: quella di chi non ha capito. “Dottore, visto che le mie costole stanno...
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3 Ott

Cercasi Max disperatamente

enrica alessi not for fashion victim
È mezzanotte passata, Luca mi tiene per mano, Cassandra mi aspetta sulla porta. Sembra il mio specchio: ha gli occhi gonfi, una smorfia di dolore sul viso e sulla bocca, qualcosa che vorrebbe dire e che non dirà. Rimane in silenzio, abbassa lo sguardo, piange. Vorrei correre da lei, abbracciarla, consolarla. Vorrei dirle che tutto andrà bene, che Max tornerà a casa, ma il pianto me lo impedisce. Non riesco a fare nemmeno un passo per raggiungerla, resto immobile, fatta eccezione per le spalle, che in modo repentino e incondizionato, seguono il movimento provocato dai singhiozzi. Luca mi stringe a sé, io stringo i pugni sulla sua camicia, mi abbandono. Anche le costole sono stremate dal mio pianto, ma...
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26 Set

Una cena in suo onore

enrica alessi scrittrice not for fashion victim
 
A lla parola femminuccia, mi assale un’improvvisa debolezza. Sento le gambe che mi cedono, gli occhi chiudersi: credo che il mio corpo mi stia suggerendo di perdere i sensi, anche per poco, nella speranza che al mio risveglio, la bambina sia diventata maschio. Come può essere una femmina? Com’è potuto succedere? “Che meraviglia!” dico fingendomi felice. “Ma sei proprio sicura?” “Perché me lo chiedi?” L’ipotesi di sospetto che vedo nei suoi occhi deve essere sicuramente frutto della tempesta ormonale in atto. “Così...
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29 Ago

Il peso dell’ insicurezza

enrica alessi not for fashion victim
C on gli uomini ho chiuso. Per sempre. Dopo un’intera settimana di agonia, ho deciso di dichiarare il mio cuore clinicamente morto. Se non fosse per quel pizzico di amor proprio che mi rimane, avrei già ‘staccato la spina’ della macchina che lo tiene in vita, ma uno come ‘lui’ non si merita una tale soddisfazione: devo reagire. Me lo ripeto da sette giorni e invece, continuo a pensare a Marcello, a ciò che mi ha fatto, in che modo, con chi, e ancora non sono riuscita a capire che cosa, più di tutto, mi abbia ferito a morte. Le donne non si accontentano di soffrire e basta, noi dobbiamo per forza sapere perché. E dalla fine di una storia, abbiamo pure...
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26 Lug

In quella fredda sera di novembre, la stanza diventò bollente

enrica alessi scrittrice romanzo not for fashion victim
E in quella fredda sera di fine novembre, la stanza dell’ospedale diventò bollente. Anche la mia lingua è diventata bollente: un pezzo di mozzarella è addirittura riuscito a fondermi le papille gustative. Ma ho fatto finta di niente, ignorando il dolore, senza staccare gli occhi da lui. Sembra Apollo, il Dio del sole, ma sempre in versione country: mi piace. “Allora, mi racconti che è successo?” mi chiede mentre afferra la lattina di Coca rimediata al distributore automatico. Anche lui tiene gli occhi su di me. Mi versa da bere, allunga il suo bicchiere di plastica al mio, e fa ‘cin cin’ con la voce. Finisco il boccone e inizio a parlare. “Ho solo cercato di scansare un gatto che mi...
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4 Lug

Il gatto fortunato

enrica alessi scrittrice romanzo not for fashion victim
L’ ho fatto di nuovo. Sono tornata da Venere e ho comprato ancora. Un cappotto da duemila e quattrocento euro. In tweed, di Saint Laurent, uguale a quello di Cassandra. E sono tornata dove tutto è cominciato: in quella stalla dall’odore appestante. Diet Coke viene verso di me. Gli stivali da cowboy calpestano il pavimento polveroso, che attenua il rumore dei suoi passi, sempre più vicini. Lo guardo: ha i capelli sottili, biondi come le spighe del grano, e i suoi occhi non sono marroni come ricordavo. Sono una combinazione sublime di verde, grigio e azzurro, che dà loro una luce viva, intensa, eccitante. Porta una camicia sbottonata dentro a un paio di jeans di colore scuro, e dalla sua scollatura, sbuca un...
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