To top
13 Dic

A Natale siamo tutti più buoni

enrica alessi not for fashion victim
   
U na volta qualcuno ha detto che esistono due tipi di bugie: quelle che diciamo per amore e quelle a cui crediamo per amore. Io sono specializzata nella prima categoria. E nonostante le consideri come un rimedio eroico a cui ricorrere solo in caso di emergenza, ultimamente mi sembra di vivere su un’ambulanza che viaggia a sirene spiegate. Ma le mezze verità non sono la stessa cosa: un po’ di imprecisione risparmia un sacco di spiegazioni — e un sacco di guai. Perché fornire inutili dettagli riguardo a una presunta crisi amorosa causata da una falsa campagna vendite? Perché sottolineare che Cassandra e le sue pressioni abbiano indubbiamente distorto la percezione di una realtà lampante? È stato sufficiente dire a Luca...
Continue reading
17 Ott

Cos’è un dress code?

Not For Fashion Victim Enrica Alessi scrittrice
C assandra continua a pendere dalle mie labbra, il dottore, invece, ha la faccia di chi è appena stato rapito dagli alieni: è così frastornato da non riuscire a capire se ciò che sta vivendo sia finzione o realtà. Suggerisco di sfruttare il suo stato confusionale e inventare qualcosa che possa convincerlo che è stato solo un brutto sogno. Non sarà facile, ma devo tirarmi fuori da qui, e alla svelta: Max mi sta aspettando. Guardo Cassandra, è ora di filarsela: mi fa un cenno d’intesa con il capo e afferra le giacche che sono sulla sedia. Mi volto verso il dottore e ha sempre la stessa espressione: quella di chi non ha capito. “Dottore, visto che le mie costole stanno...
Continue reading
3 Ott

Cercasi Max disperatamente

enrica alessi not for fashion victim
È mezzanotte passata, Luca mi tiene per mano, Cassandra mi aspetta sulla porta. Sembra il mio specchio: ha gli occhi gonfi, una smorfia di dolore sul viso e sulla bocca, qualcosa che vorrebbe dire e che non dirà. Rimane in silenzio, abbassa lo sguardo, piange. Vorrei correre da lei, abbracciarla, consolarla. Vorrei dirle che tutto andrà bene, che Max tornerà a casa, ma il pianto me lo impedisce. Non riesco a fare nemmeno un passo per raggiungerla, resto immobile, fatta eccezione per le spalle, che in modo repentino e incondizionato, seguono il movimento provocato dai singhiozzi. Luca mi stringe a sé, io stringo i pugni sulla sua camicia, mi abbandono. Anche le costole sono stremate dal mio pianto, ma...
Continue reading
26 Set

Una cena in suo onore

enrica alessi scrittrice not for fashion victim
 
A lla parola femminuccia, mi assale un’improvvisa debolezza. Sento le gambe che mi cedono, gli occhi chiudersi: credo che il mio corpo mi stia suggerendo di perdere i sensi, anche per poco, nella speranza che al mio risveglio, la bambina sia diventata maschio. Come può essere una femmina? Com’è potuto succedere? “Che meraviglia!” dico fingendomi felice. “Ma sei proprio sicura?” “Perché me lo chiedi?” L’ipotesi di sospetto che vedo nei suoi occhi deve essere sicuramente frutto della tempesta ormonale in atto. “Così...
Continue reading
29 Ago

Il peso dell’ insicurezza

enrica alessi not for fashion victim
C on gli uomini ho chiuso. Per sempre. Dopo un’intera settimana di agonia, ho deciso di dichiarare il mio cuore clinicamente morto. Se non fosse per quel pizzico di amor proprio che mi rimane, avrei già ‘staccato la spina’ della macchina che lo tiene in vita, ma uno come ‘lui’ non si merita una tale soddisfazione: devo reagire. Me lo ripeto da sette giorni e invece, continuo a pensare a Marcello, a ciò che mi ha fatto, in che modo, con chi, e ancora non sono riuscita a capire che cosa, più di tutto, mi abbia ferito a morte. Le donne non si accontentano di soffrire e basta, noi dobbiamo per forza sapere perché. E dalla fine di una storia, abbiamo pure...
Continue reading
26 Lug

In quella fredda sera di novembre, la stanza diventò bollente

enrica alessi scrittrice romanzo not for fashion victim
E in quella fredda sera di fine novembre, la stanza dell’ospedale diventò bollente. Anche la mia lingua è diventata bollente: un pezzo di mozzarella è addirittura riuscito a fondermi le papille gustative. Ma ho fatto finta di niente, ignorando il dolore, senza staccare gli occhi da lui. Sembra Apollo, il Dio del sole, ma sempre in versione country: mi piace. “Allora, mi racconti che è successo?” mi chiede mentre afferra la lattina di Coca rimediata al distributore automatico. Anche lui tiene gli occhi su di me. Mi versa da bere, allunga il suo bicchiere di plastica al mio, e fa ‘cin cin’ con la voce. Finisco il boccone e inizio a parlare. “Ho solo cercato di scansare un gatto che mi...
Continue reading