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16 Mag

Pizza peripatetica

enrica alessi romanzo Not For Fashion Victim

 

enrica alessi romanzo Not For Fashion Victim

F

ingo di concentrarmi sull’arredamento del locale, sui pezzi di design che mi circondano, ma la sola cosa che la mia attenzione riesce a catturare è Britney, che si avvicina al tavolo. Mi guarda sorpresa e si siede.
“Ciao Melissa, che ci fai qui?”
Pensa, ti stavo facendo la stessa domanda.
“Io sono la migliore amica di Cassandra.” dico fiera.
“Allora sei tu la persona che stavamo aspettando.”
Riesce a fare la prima donna sempre e comunque, anche quando ricopre il ruolo di amante, forse dovrebbe tenere dei corsi di autostima, e rabbrividisco al pensiero che potrei averne bisogno.
“Quindi vi conoscete?” le chiede Tommaso.
Ma prima che possa rispondere, Cristian ci raggiunge al tavolo con penna e taccuino.
“Volete ordinare?” ci chiede.
Sì grazie. Prima, però, vorrei sapere se sono su ‘Scherzi a Parte’, perché questa situazione assurda, a tratti ridicola, mi sta davvero facendo impazzire. Qualcuno mi spiega il ruolo che è stato assegnato a Britney in questa commedia?
“Puoi lasciarci ancora un minuto? Sono un po’ indecisa.” risponde lei, sistemandosi i capelli.
Questa è la prima cosa sensata che le sento dire da quando la conosco. Ora, spero che qualcuno si occupi di fare le dovute presentazioni, e io avrò il tassello che mi manca.
“Ma voi due vi conoscete?”
Ora è Cassandra a ripetere la domanda.
“Sì, Melissa lavora nella mia stessa clinica veterinaria.”
La clinica è mia, tu sei solo una tirocinante.
“Già. E voi, invece, come vi siete conosciute?” chiedo io.
Ecco la domanda che metterà in chiaro le cose. Sono proprio curiosa di sapere che storia hanno inventato questi due, per ingannare Cassandra.
“Colpa mia. Sono io che avrei dovuto fare le presentazioni.” interviene Tommaso.
Addirittura? Senti, senti. Tommaso prende la mano di Britney e la guarda negli occhi con grande complicità: io sto quasi per cadere dalla sedia.
“Cristina è la mia sorellina, e sarà la mia testimone di nozze.” conclude sorridendo.
Rimango impassibile, cercando di togliermi dal viso quell’espressione da ebete, che ho da quando mi sono seduta, ma non ci riesco. Non so se rallegrarmi o deprimermi. Sì insomma, Tommaso non ha tradito Cassandra, ma io sto per mettermi in casa una vipera e non c’è niente da ridere. Sono quasi certa che Britney, come John Connor, sia venuta al mondo con uno scopo preciso: il suo deve essere quello di rovinarmi la vita. Me la trovo dappertutto. C’è qualcosa di diabolico in lei. E mentre guardo i due fratelli Dalton, incapace di dire una sola parola, Cassandra, mi tocca il polso: credo che voglia la mia attenzione.
“Melissa: sei la mia migliore amica,” dice guardandomi commossa “vorrei che fossi tu la mia testimone.”
Ora, invece, dovrei dire qualcosa, fingermi eccitata, felice, orgogliosa, ma lei non sa cosa mi sta chiedendo. Britney sarà al mio fianco fino al giorno delle nozze, anche in chiesa avremo i posti vicini, e non so se posso reggere una tale pressione. Se è insopportabile in condizioni normali, figuriamoci adesso, che ricopre un ruolo importante, e non credo ci sia modo di declinare la proposta di Cassandra.
“Grazie di cuore, sono commossa.” dico con un po’ di imbarazzo.
Cristian torna al tavolo per la seconda volta.
“Ora siete pronti?”
“Sì.” diciamo all’unisono, tranne Britney:
“Pizza ‘peripatetica’… puoi spiegarmela?”
È una pizza che regala emozioni forti, cosa c’è da capire? E invece, sono io a non aver capito, sta flirtando con lui, se lo sta letteralmente mangiando con gli occhi — anche se non è sulla carta.
“È una pizza che viene cotta in un modo particolare, ha un’alta digeribilità. Come dirlo in modo diverso? È una pizza che regala emozioni forti.” risponde lui, sottolineando le ultime due parole.
Esatto. Come avevo detto io.
“Una per me.” dico alzando la mano.
“Anche per noi.” aggiunge Cassandra, cercando la conferma negli occhi di Tommaso.
“E fuori menù?” chiede Britney in tono provocatorio.
“Cosa ti piace? Pesce o carne?”
“Tutto, indistintamente…”
Non credo che si stia ancora parlando di cucina: la situazione sta diventando imbarazzante.
“… ma credo che assaggerò anch’io la tua pizza.”
Per lei ‘patetica’ e basta.
“Okay. Perfetto.” dice Cristian, prima di allontanarsi con le ordinazioni.
E mentre il pensiero di una pizza fumante mi conforta, la domanda improvvisa di Britney mi mette in ansia:
“Allora Melissa, hai già deciso cosa indosserai?”
“Non ci ho ancora pensato.” rispondo secca, nel tentativo di troncare il discorso sul nascere.
“Non dirai sul serio?”
“Non ci ho ancora pensato…” rispondo.
“Io ho già trovato quattro possibili alternative, le ho viste in negozio da Cassandra, sono deliziose, vero?” chiede Britney rivolgendosi a lei.
Cassandra mi guarda sorridendo, riconosco quello sguardo: si dispiace quando qualcuno mi mette in difficoltà.
“Melissa non è interessata alla moda.”
Che cosa? E il libro di Coco che sto studiando? Non significa niente? Le sue parole, pronunciate con l’intenzione di giustificarmi, mi mettono ancora più a disagio.
“In effetti, l’avevo notato…” incalza lei, “ma il cappotto che avevi oggi, era molto carino.”
Cassandra mi guarda compiaciuta. Se dovessi riassumere il suo sguardo con una frase, direi: ‘sono fiera di te amore mio’ e io mi sento morire. La sua curiosità professionale non sarà soddisfatta, fino a che non avrà capito di quale cappotto stiamo parlando, e appena scoprirà che è il suo — di Saint Laurent, mai indossato, chiuso in un sacchetto di plastica e buttato sui sedili posteriori della mia auto — credo che non vorrà vedermi mai più. La sua domanda non tarda ad arrivare:
“Davvero? Qual è?”
Ma prima che possa rispondere, Cristina mi precede:
“Era in tweed, un bellissimo tweed antracite: simile a quello proposto da Saint Laurent per questa collezione autunno-inverno.”
E meno male che mi ha visto di sfuggita, sembra che abbia fatto una radiografia.
Cassandra sembra perplessa, io, invece, sono sicuramente nei guai.
“Tweed, bravissima, non avrei saputo descriverlo meglio.” confermo.
L’espressione di Cassandra è cambiata, è un mix di sospetto è sorpresa, e io vedo già la mia testa cadere in un cesto.
“Qual è?” mi chiede di nuovo a bassa voce.
“Quella è pazza,” rispondo bisbigliando, “è un vecchio cappotto di mia madre…”
Cassandra trattiene una risata: sono salva.
“Perché non lo hai tenuto?” mi chiede Britney.
“Si è sporcato… oggi… quando sono uscita.”
Questa sarà una lunghissima cena, e se dovessi attenermi a un parere medico, quale sono, non credo che il mio cuore reggerà.
“Dov’è che sei andata?”
Ma se la cena è per i futuri sposi, perché stiamo parlando solo di me?
“In una fattoria. Ma dimmi, piuttosto, com’è andata la lezione del dottor Savelli?”
“Ah bene, sai, io lo conosco da tempo, è stato il mio fidanzato.”
Dovevo immaginarlo: il medico che ho conosciuto oggi — che prima era splendido e ora è inguardabile — riassume gli effetti devastanti che produce la vicinanza di Britney.
“Poi, cosa è successo?” interviene Cassandra.
“Poi è cambiato, in tutti i sensi…”
Il momento è catartico. Tutte e due pendiamo dalle sue labbra, ma Tommy no. Tommy abbassa lo sguardo, ha la stessa commozione che si vede negli occhi di chi comprende una tragedia. Poi, con un sorriso premuroso le prende la mano e le fa cenno con il capo, incitandola ad andare avanti.
“Ha avuto una grossa depressione.”
C’era da immaginarlo.
“Ma ora sta meglio.” aggiunge sorridendo.
Ora, per colpa sua, la popolazione femminile dovrà fare a meno di un bellissimo esemplare maschio con cui accoppiarsi. E a salvarmi da questa triste constatazione poteva essere solo la pizza, che ci viene servita a tavola. Buon appetito.

La cena si è conclusa spostando l’interesse sui futuri sposi e le domande imbarazzanti sono finite. Saluto i ragazzi fuori dal ristorante e raggiungo la macchina: non vedo l’ora di essere a casa. Ma appena salgo in auto, l’odore di stalla mi assale.
“Santo Dio, come può puzzare così tanto?”
L’ho detto davvero ad alta voce? Mi tappo il naso, infilo le chiavi nella serratura e spingo il pedale per mettere in moto. Riesco a sopravvivere tenendo i finestrini aperti, e inizio a pensare a domani, alla lavanderia migliore della città. Si sta parlando di un cappotto di Saint Laurent: mi serve un professionista. Arrivo davanti a casa e scendo dall’auto, immagino il caldo abbraccio di Max, e il mio corpo che viene travolto, schiantandosi sul parquet: voglio gustarmi questo momento in santa pace. Ma prima, mi resta ancora una questione da risolvere: Jerôme. Oggi non ho avuto tempo di controllare se ha risposto. Vediamo: non ha risposto. Rimango lì, sulla porta, con la giacca a cui non ho mai dato importanza, ma che riesce a scaldarmi, e cerco ispirazione per scrivergli un nuovo messaggio.
“Ciao Jerôme.
Ho degli importanti sviluppi riguardo alla vicenda di cui ti ho scritto nel messaggio precedente.” Credo che dovrei cominciare a numerarli, come si fa con le puntate.
“Tieniti forte: Danny e Britney non sono amanti. Sono solo fratelli. So che avrei dovuto considerare questa ipotesi, ma lei è diabolica, e da una diabolica non ti aspetti qualcosa di fraterno.  Cassandra e Danny stanno per sposarsi, lei sarà la testimone di nozze e anch’io. Saranno gli undici mesi peggiori della mia vita, dovrò anche starle seduta vicino in chiesa: la mia vita è un disastro.
Come se già non lo fosse: il mio ex fidanzato è felicemente sposato con una logorroica, il cappotto della mia migliore rischia di morire asfissiato, e se non trovo una lavanderia competente, Cassandra non vorrà più vedermi. Ma ecco che ora, entri in gioco tu: se rispondessi al mio messaggio e mi dessi un appuntamento, per fare uno scarabocchio sul tuo libro, potresti riscattarmi.
Nell’eventualità in cui non riuscissi a salvare il cappotto, avrei almeno recuperato il libro.
Sono nelle tue mani.
Fammi sapere
Melissa.”

NONO EPISODIO

 Illustazione: Valeria Terranova