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3 Ott

Cercasi Max disperatamente

enrica alessi not for fashion victim
È mezzanotte passata, Luca mi tiene per mano, Cassandra mi aspetta sulla porta. Sembra il mio specchio: ha gli occhi gonfi, una smorfia di dolore sul viso e sulla bocca, qualcosa che vorrebbe dire e che non dirà. Rimane in silenzio, abbassa lo sguardo, piange. Vorrei correre da lei, abbracciarla, consolarla. Vorrei dirle che tutto andrà bene, che Max tornerà a casa, ma il pianto me lo impedisce. Non riesco a fare nemmeno un passo per raggiungerla, resto immobile, fatta eccezione per le spalle, che in modo repentino e incondizionato, seguono il movimento provocato dai singhiozzi. Luca mi stringe a sé, io stringo i pugni sulla sua camicia, mi abbandono. Anche le costole sono stremate dal mio pianto, ma...
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